Studio Legale
Difesa della famiglia

Servizi principali Famiglia....

Il diritto di famiglia è una branca del diritto privato la cui disciplina fondamentale è contenuta nel codice civile italiano che vi dedica il primo libro, intitolato, appunto, "Delle persone e della famiglia".La materia del diritto di famiglia, nel corso degli anni, ha subito molteplici riforme in considerazione dell'evoluzione del concetto stesso di famiglia.La "famiglia" del 1942 (a tale anno risale il nostro Codice Civile), infatti, non è certo quella attuale.La prima riforma del diritto di famiglia si ebbe con la L. 151/1975 la quale apportò modifiche fondamentali quali il passaggio dalla potestà del marito alla potestà condivisa dei coniugi (oggi responsabilità genitoriale), l'eguaglianza tra coniugi, la scelta del regime patrimoniale della famiglia (separazione dei beni o comunione legale/convenzionale) nonchè la revisione delle norme sulla separazione personale dei coniugi (dalla separazione per colpa alla separazione per intollerabilità della prosecuzione della convivenza).

Successivamente sono state introdotte altre riforme, si pensi per esempio, alla Legge 40/2004 che ha regolamentato la procreazione medicalmente assistita, alla Legge n. 54/2006, nota come legge sull'affidamento condiviso, al D. Lgs 154/13 sulla filiazione che ha sancito il principio dell'unicità dello status di figlio eliminando tutte le differenze tra figlio nato all'interno del matrimonio e figlio nato fuori dal matrimonio, fino a giungere al più recente D. L. 132/2014 che ha introdotto la negoziazione assistita nell'ambito delle separazioni personali tra i coniugi ed alla nuovissima Legge 76/2016 sulle cosiddette unioni civili.

Insomma, un panorama denso di novità legislative che richiede da parte del legale un continuo aggiornamento.

L' Avv. Tiziana Chiapponi vanta nel settore dei diritti della persona e della famiglia una esperienza pluriennale che, unitamente alla formazione continua, le ha consentito di ottenere anche la qualifica di Curatore Minorile.

Il legale, nell'esercizio della propria professione, infatti, da sempre assiste i coniugi nel percorso di separazione giudiziale o consensuale nonchè di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio,  offrendo, vieppiù, qualora necessario, un servizio di mediazione familiare, affidato ad esperti che accompagnano i coniugi fino al raggiungimento di un accordo di separazione o divorzio.

Servizi specifici per la famiglia:

  • Attività di consulenza e assistenza, giudiziale e stragiudiziale, in materia di diritti della persona, separazioni e divorzi, modifica delle condizioni di separazione e divorzio;
  • Attività di consulenza per la tutela della prole e del diritto genitoriale, con particolare attenzione alle recenti innovazioni in materia di affido condiviso;
  • Procedimenti dinanzi al Giudice Tutelare;
  • Attività di assistenza, giudiziale e stragiudiziale, in materia di adozioni di minorenni, maggiorenni e di adozioni internazionali;
  • Azioni di disconoscimento di paternità, accertamento giudiziale di maternità, riconoscimento dei figli naturali e tutela dei figli nati fuori dal matrimonio;
  • Attività di assistenza e consulenza in materia di tutela delle coppia di fatto;
  • Attività di mediazione familiare finalizzata al raggiungimento di un accordo di separazione consensuale o divorzio congiunto;
  • Assistenza ai fini della corretta gestione del conflitto all'interno della coppia in fase di separazione o divorzio, con particolare attenzione alla protezione degli interessi della prole;
  • Elaborazione del conflitto e della crisi coniugale mediante tecniche e strategie di comunicazione.

La famiglia...

Il diritto di famiglia, incluso nel primo libro del Codice Civile, regola il vincolo del matrimonio e riconosce la parità giuridica dei coniugi: ciò vuol dire che uomo e donna uniti in matrimonio devono rispettare i medesimi principi.

Ecco in sintesi gli impegni che gli sposi si assumono nel momento in cui si dicono reciprocamente "".


Fedeltà

Nel matrimonio vige l'obbligo della fedeltà. La relazione extraconiugale, che incide in maniera rilevante nel rapporto di fiducia e stima reciproca tra gli sposi, è considerata violazione a tale obbligo. L'adulterio non è più un reato punibile con il carcere dal 1968, quando le donne fedifraghe venivano condannate, e gli uomini puniti con il carcere per concubinaggio. Eliminato tale retaggio, la violazione dell'obbligo di fedeltà costituisce solo motivo per la richiesta di separazione ed eventualmente del suo addebito per colpa.

Vivere sotto lo stesso tetto

I coniugi devono scegliere insieme l'abitazione dove andranno a vivere.  Anche in questo caso l' allontanamento dalla casa coniugale non costituisce più reato, appunto, di "abbandono del detto coniugale", ma soltanto allontanamento "senza giusta causa", non più, dunque, penalmente punibile. Tuttavia, l' allontanamento senza giusta causa ha riflessi importanti dal punto di vista civilistico, atteso che, costituendo violazione di uno dei doveri nascenti dal matrimonio, appunto della coabitazione, può avere implicazioni in ordine alla responsabilità della fine del matrimonio, valutabile, anche in questo caso, sotto il profilo dell'addebito della separazione.

Condivisione dei bisogni familiari

Entrambi gli sposi sono tenuti a contribuire alle necessità del nucleo familiare, in base alle sostanze e alla capacità di lavoro, anche domestico, di ciascuno. Ciò si traduce nel dovere di assitenza materiale e morale. Tale dovere di assistenza morale e materiale si protrae anche in seguito alla separazione. La violazione degli obblighi di assistenza integra anche la fattispecie di reato prevista e puntita dall'art. 570 c. p. Ogni caso specifico è sottoposto all'autorità del Giudice.

Scelte di vita

Marito e molie devono scegliere di comune accordo i principi di vita e i valori sui quali sviluppare la propria famiglia, pur conservando la propria autonomia, per quanto riguarda le scelte di vita individuale. Se uno dei due sposi non è d'accordo su una decisione importante, ci si può rivolgere al Giudice Tutelare, che aiuterà a trovare un compromesso o a scegliere la decisione più adeguata per il bene della famiglia.

Doveri verso i figli

Entrambi i genitori hanno l'obbligo di mantenere, istruire ed educare i propri figli in base alla volontà di questi, alle loro inclinazioni e attitudini. Il mantenimento dei figli e del coniuge a carico, come detto, è importante e va rispettato per non incorrere anche in sanzioni di tipo penale


Altre Aree in generale trattate dal nostro studio legale...

  • Nullità ed annullamento del matrimonio;

  • Modifica delle condizioni della separazione o del divorzio;

  • Affidamento dei figli naturali;

  • Riconoscimento e disconoscimento di paternità;

  • Interdizioni, inabilitazioni ed amministrazioni di sostegno;

  • Redazione di atti di ultima volontà;

  • Accettazioni e rinunce di eredità;

  • Successioni legittime;

  • Successioni testamentarie;

  • Petizioni di eredità;

  • Impugnazione di testamento;

  • Reintegrazione nella quota di legittima;

  • Scioglimento di comunioni ereditarie.

Articoli



SEPARAZIONE O COMUNIONE DEI BENI:

Una coppia sposata può trovarsi in un regime patrimoniale di comunione o separazione dei beni. A coloro che si sposano, viene automaticamente applicato il regime della comunione dei beni, salvo chi invece dichiara espressamente, in sede di matrimonio, di scegliere la separazione dei beni. In ogni caso, è possibile cambiare idea dopo il matrimonio. Vediamo di cosa si tratta in entrambi i casi.

La comunione dei beni

La comunione dei beni è il regime legale previsto dal codice civile, nel caso in cui non vi sia stata una scelta diversa da parte dei coniugi (articolo 159). La comunione dei beni rappresenta il sistema privilegiato dal legislatore, in quanto, nella pratica, realizza una parità dei coniugi, consentendo loro una gestione e una titolarità comune del patrimonio familiare.

La comunione dei beni si applica automaticamente, nel momento della stipulazione del matrimonio, oppure successivamente, a richiesta dei due coniugi.

Questi sono i beni che rientrano nella comunione:

  • tutti i beni acquistati durante il matrimonio dai due coniugi, anche separatamente;
  • le aziende costituite dopo il matrimonio e gestite da entrambi i coniugi;
  • il reddito di un'attività separata dei coniugi;
  • il reddito di un bene proprio di uno dei coniugi (ad esempio il canone di locazione di un appartamento comprato prima del matrimonio da uno dei coniugi);
  • il reddito di un'azienda costituita prima del matrimonio ma gestita da entrambi i coniugi.

Questi sono invece i beni che non rientrano nella comunione:

  • tutti i beni acquistati prima del matrimonio da uno dei due coniugi;
  • i beni che vengono ereditati o acquistati per donazione da uno dei due coniugi durante il matrimonio;
  • tutti i beni personali (gioielli, indumenti, libri...);
  • tutti i beni che servono all'esercizio della professione di uno dei due coniugi (è necessario dimostrare in tal caso un rapporto diretto ed obiettivo con l'attività);
  • risarcimento di danni patrimoniali e non;
  • pensione corrisposta per la perdita totale o parziale della capacità lavorativa;
  • vendita dei beni che non erano precedentemente di comproprietà dei due coniugi (articolo 179 del codice civile).

La separazione dei beni

La separazione dei beni contempla un regime patrimoniale diverso, e si ha quando ciascuno dei coniugi è il solo proprietario dei beni acquistati durante il matrimonio. Egli ha quindi il diritto di goderli e amministrarli, salvo naturalmente l'obbligo di contribuire ai bisogni della famiglia, in relazione alle proprie sostanze e capacità di lavoro.

La separazione dei beni può essere chiesta senza alcuna spesa, al momento della celebrazione del matrimonio, oppure in seguito, rivolgendosi a un notaio. Deve però sussistere il consenso di entrambi i coniugi. Il notaio provvede a trascrivere l'intervenuta separazione dei beni a margine dell'atto di matrimonio (tale trascrizione è molto importante nei confronti dei terzi).

Se il passaggio dalla comunione alla separazione dei beni è richiesto solo da uno dei due coniugi, occorre rivolgersi al tribunale. La legge contempla diversi motivi di scioglimento della comunione, che può avvenire (articolo 193 codice civile) in caso di:

  • interdizione
  • inabilitazione
  • cattiva amministrazione del patrimonio da parte di uno dei coniugi
  • sperpero e disordine nella gestione degli affari.

CONVIVENZA:

Si convive a volte per scelta, a volte per necessità, altre ancora per prova. A volte lo si fa per brevi periodi, come ad esempio nel caso degli studenti fuori sede. Qualunque sia il motivo, numerose coppie, in Italia, preferiscono al matrimonio questa forma di vita in comune. Si tratta di un fenomeno relativamente recente, per l'Italia, anche se in forte crescita, mentre in altri Paesi, soprattutto quelli scandinavi, è una realtà ormai da tempo consolidata.

Tradizionalmente, la convivenza veniva definita col termine "more uxorio", una locuzione latina che significa "secondo il costume (more) matrimoniale (uxorio)". Ma ormai, specialmente tra i giovani, la convivenza è talmente diffusa che non viene più considerata un'eccezione rispetto al matrimonio.​​​

Alcune cifre

I dati statistici sulla popolazione testimoniano quanto siano stati grandi, negli ultimi decenni, i cambiamenti in rapporto al matrimonio e la famiglia. Ad esempio:

  • la diminuizione dei matrimoni in Italia è in atto dal 1972, anno in cui sono stati celebrate quasi 419 mila nozze; nel 2008 i matrimoni sono stati 247 mila;
  • la forma di matrimonio prevalente è ancora quella religiosa, seppure in costante diminuzione (63,3 per cento nel 2008);
  • l'età del matrimonio si alza costantemente e pone l'Italia al secondo posto nella classifica Ue, dopo la Spagna: nel 2008 era mediamente di 33 anni per gli uomini e di 29,9 anni per le donne;
  • cresce costantemente, in tutta Europa, la percentuale di figli nati fuori dal matrimonio: le cosiddette "nascite naturali" nel 2008 avevano raggiunto il 22,2 per cento del totale, quasi 10 punti percentuali in più, rispetto a solo 5 anni prima.​


Novità

Novità al D. Lgs. 28 dicembre 2013 n. 154

  • Articolo tratto da Problemi di Famiglia
  • Autore: Avv. Tiziana Chiapponi

Tra le numerose novità apportate con il recente D. Lgs. 28 dicembre 2013 n. 154 alla disciplina in materia di filiazione, emerge in primo luogo una diversa definizione della potestà genitoriale che viene, infatti, sostituita dalla cosiddetta " responsabilità genitoriale". Tale innovazione, lungi dall'essere una mera apostrofazione terminologica, si pone, invece, come vera e propria evoluzione nella valutazione e conseguente disciplina del rapporto genitore / figlio. Infatti, se da un lato la potestà genitoriale, e prima ancora la " patria potestà" presupponevano un concetto di "potere" sul figlio minore, la responsabilità genitoriale, dall'altro, parte dal presupposto che il figlio è autonomo portatore di diritti quali quello ad essere istruito, educato ed assistito moralmente, diritti della cui garanzia, dunque, il genitore è giuridicamente responsabile .

Ed è proprio sulla base di questo rinnovato concetto di responsabilità, più che di esercizio di potere/ dovere, che sono state costruite molte delle novità introdotte dalla recente normativa.Basti pensare al diritto del minore ad essere ascoltato in tutti i giudizi, comprese le separazioni tra coniugi, che tangenzialmente possano riguardarlo, ed alla nomina obbligatoria di un Curatore speciale minorile, che sia di fiducia o designato dall'organo giudicante tra un elenco di professionisti altamente specializzati in materia minorile, tutte le volte che tra i genitori sorga un conflitto d'interesse.

Ebbene, quest'ultima figura, proprio in virtù della rinnovata consapevolezza che il minore è autonomo portatore di diritti, fatto questo, a dire il vero, non assolutamente nuovo in quanto da sempre la disciplina in tema di famiglia ha preso le mosse dall'interesse superiore del minore, ha poteri molto diversi dal cosiddetto tutore, infatti, a differenza di quest'ultimo ha la vera e propria rappresentanza processuale del minore in giudizio.

Fatto quest'ultimo assolutamente indicativo dell'evoluzione del concetto di figlio inteso quale vera e propria parte processuale in tutti i giudizi nei quali tangenzialmente le relative decisioni vanno ad incidere sulla sua posizione. Una nuova presa di coscienza, dunque, che si spera possa trovare applicazione dentro e fuori le aule giudiziarie.

Concetto universale...