Studio Legale
Lavoro e Controversie. Assistenza e Difesa legale

Il diritto del lavoro è quel ramo del diritto che studia la disciplina degli aspetti ed i problemi attinenti al rapporto di lavoro, nonchè a tutte le tematiche ad esso collegate.

Per questo motivo esso è la branca del diritto che, insieme alla normativa in materia tributaria, più direttamente risente dell'influenza della situazione economica generale, occorrendo tradurre in norme e concetti legislativi le concezioni ideologiche o statalistiche del sistema di riferimento.

I diritti del lavoratore sono costituzionalmente garantiti dall'art. 36 della nostra Carta Costituzionale che testualmente recita: " il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un' esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi".

Tuttavia, i rapporti di lavoro possono scatenare diversi conflitti avuto riguardo, ad esempio, al pagamento dello stipendio e all'orario di lavoro, all'inquadramento professionale ed alle mansioni svolte, a causa di discriminazioni o di motivi disciplinari ed infine a causa di licenziamenti o dimissioni. Le ragioni di tali conflitti, come si può vedere, sono molteplici così come molteplici sono le modalità di risoluzione. Infatti, il modo in cui risolvere il conflitto può dipendere, da un lato, dal tipo di rapporto di lavoro (di diritto pubblico o privato), dall'altro, dal numero delle persone interessate (conflitti di lavoro individuali o collettivi), così come pure da alternative giudiziali e stragiudiziali.

In tale contesto lo studio legale Chiapponi presta attività di assistenza e difesa giudiziale e stragiudiziale dei propri clienti nell'ambito delle varie problematiche legate al delicato mondo del lavoro anche in sede conciliativa ed arbitrale.

Aree Genericamente trattate:

  • Mancato pagamento dello stipendio e/o del trattamento di fine rapporto;
  • Differenze retributive;
  • Tutela in caso di contestazioni disciplinari;
  • Mancata regolarizzazione del rapporto di lavoro;
  • Demansionamento e mobbing;
  • Trasferimenti;
  • Tutela genitorialità;
  • Controllo delle buste paga;
  • Impugnazione dei licenziamenti;
  • Procedure concorsuali e fallimenti;
  • Recupero crediti da lavoro;
  • Recupero inadempienze contrattuali;
  • Controversie disciplinari;
  • Danno biologico;
  • Emersione del lavoro nero - regolarizzazione del rapporto;
  • Assistenza penale ai lavoratori extracomunitari;
  • Assistenza penale ai lavoratori infortunati.

Alcuni Casi di controversie


Perdita del lavoro


La perdita del posto di lavoro è l'evento maggiormente traumatizzante che possa accadere nello svolgimento della prestazione lavorativa. Qualora vi si incorra, è bene, dunque, verificare il corretto svolgimento della procedura di licenziamento.
La verifica da parte del proprio legale di fiducia è, quindi, fondamentale per capire se si è in presenza di un licenziamento legittimo oppure se si tratta di un sopruso. Con l'introduzione della legge 183/2010, infatti, in
capo al lavoratore è stato introdotto l'onere di attenersi a precise indicazioni di tempo e modalità di intervento nell'impugnazione del licenziamento. Il rispetto delle tempistiche di intervento previste dalla prefata normativa è, dunque, fondamentale al fine di non incorrere in fastidiose decadenze e prescrizioni con conseguente pregiudizio dei propri diritti.

Infortunio sul lavoro


Forse non tutti sanno che, in caso di infortunio sul lavoro, i lavoratori, oltre ad avere diritto al risarcimento del danno da parte dell'INAIL, hanno diritto ad un risarcimento ulteriore definito, appunto, danno biologico. Il risarcimento è riconosciuto sulla base dei differenti valori di quantificazioni del danno utilizzati dall'INAIL anziché dalla valutazione civilistica del danno, (es: la perdita di un dito a seguito di un incidente automobilistico ha un valore maggiore di quello risarcito a seguito di un infortunio sul lavoro). A tale scopo le aziende, che sono consapevoli di questo fatto stipulano generalmente apposite polizze di assicurazioni integrative alla polizza obbligatoria presso INAIL. Per ottenere il differenziale del risarcimento, però, è necessario effettuare opportune valutazioni e perizie nonchè aprire un contenzioso nei confronti del datore di lavoro. Tale azione, però, dovrà essere intrapresa entro cinque anni dalla data dell'evento dannoso. In caso contrario il diritto potrà dirsi prescritto e, dunque, non più esercitabile.

Mobbing


Dietro questo inglesismo si nascondono tutte quelle azioni consistenti in soprusi, angherie, umiliazioni subite sul posto di lavoro, che spesso rendono la prestazione lavorativa di singoli soggetti un vero e proprio inferno. I responsabili di questi maltrattamenti possono essere il datore di lavoro, i diretti superiori oppure gli stessi pari grado (cd. mobbing orizzontale).
Di questi comportamenti ed azioni, è bene sapere che risponde direttamente il datore di lavoro, o il suo delegato,
indipendentemente dal fatto che sia o meno a conoscenza della situazione. La proposizione della relativa azione giudiziaria a tutela del lavoratore vittima di mobbing, come ogni azione, necessita di prove. Prima fra tutte la sussistenza del disagio lavorativo. Per questo è importante recarsi presso la propria ASL di competenza al fine di fissare un appuntamento con uno psicologo esperto in disagi lavorativi. All'esito di tale percorso lo psicologo del lavoro redigerà una relazione che sarà necessaria al legale per valutare / improntare l'azione giudiziaria.

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