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Sbarre automatiche a delimitazione della proprietà privata? No se installate violando il possesso altrui 

Con provvedimento del 12.09.2019 il Tribunale di Latina ha ritenuto che "l'apposizione della sbarra costituisca spoglio violento del compossesso esercitato dal ricorrente, segnatamente attraverso l'utilizzo dell'area per l'accesso con l'autovettura ed il parcheggio (laddove per violento deve intendersi, secondo la constante giurisprudenza, lo spoglio posto in essere contro la volontà, anche presunta, del possessore)" e per l'effetto ha ordinato alla società resistente di consegnare immediatamente al ricorrente, copia del telecomando della sbarra per cui è causa, meglio descritta in ricorso", condannando, vieppiù, la controparte al pagamento delle spese di soccombenza. 

E' questa la recente vittoria ottenuta dall'Avv. Tiziana Chiapponi

Il Caso: un condomino parcheggiava da oltre vent'anni la propria autovettura nell'area risultata essere di proprietà privata di un condomino. Il proprietario dell'area in questione, al fine di riservare esclusivamente a sé l'area parcheggio, apponeva senza nulla comunicare al condomino in questione, sbarre automatiche a delimitazione della sua proprietà. L'utilizzatore proponeva ricorso innanzi al Tribunale Civile di Latina con il patrocinio dell'Avv. Tiziana Chiapponi. Escussi gli informatori ed analizzati di documenti di causa il Giudice del Tribunale di Latina condannava il condomino proprietario a fornire immediatamente all'utilizzatore ricorrente il telecomando di accesso alla sua area privata, al fine di garantirgli l'esercizio del legittimo possesso provato in corso di giudizio.

25.03.2019

Ed anche questa settimana è iniziata con un ottimo risultato: il Tribunale Civile di Latina Sez. Esecuzioni Immobiliari in accoglimento delle istanze depositate dai creditori, a seguito di attività di ristrutturazione del debito patrocinata, per i debitori, dall'Avv. Tiziana Chiapponi, ha sospeso l'intera procedura esecutiva ed il terzo tentativo di vendita dell'immobile all'asta già fatto oggetto di pubblicazione.
L'operazione di ristrutturazione del debito ha comportato il raggiungimento di un vantaggioso accordo con l'Agenzia delle Entrate Riscossione e con la Curatela di un Fallimento, con l'avallo del Giudice Delegato della Sezione Fallimentare, nella veste di creditore procedente.
Soddisfazione, dunque, per i debitori esecutati, i quali possono finalmente tirare un sospiro di sollievo.


NUOVO RISULTATO OTTENUTO DALLO STUDIO LEGALE AVV. TIZIANA CHIAPPONI AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE:

ANNULLATO IL PREAVVISO DI ISCRIZIONE IPOTECARIA E LE CARTELLE DI PAGAMENTO SOTTESE DI IMPORTO PARI AD EURO 167.849,93............

Approfondisci...



Pignoramento e blocco pensioni a chi non paga cartelle esattoriali:

Novità 2018

Le novità introdotte con la legge di bilancio 2018 in materia di riscossione e crediti esattoriali.

Con la legge di bilancio 2018 si sono introdotte delle novità in materia di crediti esattoriali che interessano anche i pensionati. Nel dettaglio, per assicurare la riscossione dei crediti esattoriali la PA può effettuare un blocco dei pagamenti fino alla soglia di 5mila euro. Spieghiamo meglio quindi quali effetti avrà tale misura partendo proprio dalla recente circolare Inps del 12.03.2018 n.1085. Tale circolare precisa innanzitutto che sarà concesso più tempo all'Agenzia delle entrate riscossione per procedere al pignoramento: non più 30 giorni ma 60 giorni.

In questo arco temporale, quindi, la PA sospende l'ordinativo di pagamento in favore del contribuente interessato. Procede quindi a chiedere all'Agente della Riscossione se il contribuente beneficiario è debitore di somme per l'omesso pagamento di una o più i cartelle di pagamento.

L'agenzia delle Entrate riscossione risponde entro 5 giorni e in caso di risposta positiva ha 60 giorni di tempo per attivare la procedura di riscossione. Tale termine serve sia a consentire la notifica dell'atto di pignoramento sia a permettere al privato inadempiente di adempiere. Il blocco resterà per 2 mesi dalla comunicazione del debito da parte dell'agente di riscossione alla PA se l'ordinativo di pagamento a cui si riferisce è stato emesso a partire dal 1/03/2018, ma anche per ordinativi emessi prima, se i 30 giorni non sono ancora trascorsi alla medesima data.

Blocco della pensione a chi non paga le cartelle esattoriali: i dettagli

Per quanto riguarda la categoria dei pensionati, invece, coloro che hanno maturato debiti con l'Agenzia Entrate Riscossione per cartelle di pagamento non saldate, possono vedersi sospesi gli accrediti della pensione in loro favore. Sarà infatti l'Agenzia Entrate Riscossione, ex Equitalia, a verificare e controllare i debiti erariali superiori a 5mila euro, ma anche inferiori a tale limite (e non più 10.000).

Ecco quindi che una volta verificato ciò la prestazione viene accantonata e il relativo pagamento della pensione sospeso per un massimo di 60 giorni. In detto termine, anche in questo casi l'Agente della riscossione può attivare la procedura di pignoramento. Stesso discorso vale non solo per le pensioni ma anche per le indennità di fine rapporto e di fine servizio. Restano salve le prestazioni assistenziali, le rendite Inail e le prestazioni erogate per conto di altri soggetti.

Evidenziamo che benché l'Inps, in tali casi, possa quindi non erogare l'assegno pensionistico, deve comunque rispettare dei limiti. Ovvero deve essere accantonata solo una parte della pensione pari ad una volta e mezzo l'assegno sociale. Il massimo pignorabile è quindi 1/5, detratto il minimo vitale. Nel caso non vengano rispettati tali limiti di pignorabilità, il pensionato può comunque sempre rivolgersi ad un avvocato e fare ricorso mediante un'opposizione all'esecuzione. Un'eventuale ricorso in autotutela non sospende di certo i termini per il ricorso al giudice.


1 luglio 2017: Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A. cede il passo all'Agenzia delle Entrate Riscossione!!

COSA CAMBIA PER I CONTRIBUENTI?
....a cura dell' Avv. Tiziana Chiapponi

Come noto, con il Decreto Fiscale di fine anno, collegato alla Legge di bilancio, il nostro Governo ha decretato l'addio a Equitalia Servizi di Riscossione S.p.a., la quale, dal 1 Luglio 2017, chiuderà definitivamente i battenti. Tuttavia, se in prima battuta la reazione dell'italiano medio è stata di grande gioia e soddisfazione, in considerazione dei veri e propri salassi che generalmente accompagnano la notifica di una cartella di pagamento, intimazione ecc..., per non parlare dei fermi amministrativi ed ipoteche esattoriali che ne conseguono, in seconda battuta ci si è cominciati a chiedere con quali modalità lo Stato avrebbe inteso procedere per il recupero delle proprie somme ed a chi ne avrebbe affidato la riscossione.

Ebbene, anche qui la prima risposta è stata ritenuta da molti positiva: la riscossione, dicevano, non verrà più affidata a società private, come appunto Equitalia, che di fatto è, ed è sempre stata una s.p.a., con l'ovvia ed intuibile conseguenza che trattasi di attività con scopo di lucro, quindi, alla ricerca della positività di bilancio (bisogna fare soldi !), ma verrà finalmente attribuita ad un ente pubblico o divisione dello stesso. Tale, tanto atteso, ente pubblico si chiamerà Agenzia delle Entrate Riscossione, e si occuperà di gestire l'emissione delle cartelle esattoriali, le iscrizioni a ruolo ed in generale tutti i procedimenti in corso.

A questo punto, in considerazione del fatto che nulla era stato stabilito in ordine ad una diversa modalità di riscossione (interessi, aggio, ecc..), sembrava che il Decreto Fiscale non avesse apportato sostanzialmente nulla di nuovo se non un passaggio di consegne tra Equitalia Servizi di Riscossione S.p.a. e Agenzia delle Entrate Riscossione, con la conseguenza che la riflessione più comune è stata: anche questa volta nulla è cambiato! Ma non è così: le modifiche apportate sono reali e palpabili. Tuttavia, ritengo, siano sfavorevoli al contribuente.... Come dire? Dalla padella alla brace!

Infatti, se Equitalia Servizi di Riscossione S.p.a. non ha potere di ispezione diretto sui conti correnti dei contribuenti, potendo accedere all'anagrafe tributaria solo dopo espressa autorizzazione, i poteri della nuova Agenzia delle Entrate Riscossione saranno molto più incisivi, tanto da potere eseguire non solo pignoramenti presso terzi diretti (cosa che già avviene), ma addirittura ottenere immediatamente il trasferimento delle somme pignorate. Cosa significa? Significa che a differenza di Equitalia, il nuovo ente potrà accedere ai conti, guardarne i movimenti e scoprire se sono stati spostati dei fondi immediatamente prima di ricevere il pignoramento.Questo aprirà le porte a possibili azioni revocatorie dell'ente e renderà più efficace il recupero dei crediti. Non solo, mentre normalmente un qualsiasi creditore per eseguire un pignoramento sul c/c del proprio debitore deve: ....

  • Notificare l'atto esecutivo: es. la sentenza emessa dal giudice;
  • Notificare l'atto di precetto: ossia, l'atto che intima al debitore il pagamento del debito entro 10 giorni dalla notifica.
  • Passati 10 giorni, in assenza di pagamento, notificare l'atto di pignoramento sia alla persona debitrice che alla banca/ Posta, presso cui quest'ultimo ha il proprio conto, per un importo pari alla somma indicata nell'atto maggiorata del 50%, citandolo a comparire in Tribunale;

Attendere che la banca/ Posta, ricevuto l'atto di pignoramento proceda a:

  • bloccare le somme sul conto corrente fino a nuove disposizioni da parte del giudice;
  • dichiarare al creditore, di aver proceduto a pignorare le somme e di averle rese disponibili sul conto corrente;
  • versare le somme pignorate al creditore, dopo l'autorizzazione da parte del giudice

...nel caso in cui il pignoramento presso terzi del c/c venga proposto dal nuovo Agente della Riscossione il pignoramento sarà non solo diretto, cosa già in realtà prevista, quindi eseguito in assenza di citazione a giudizio e di un ordine di assegnazione da parte del Giudice, ma le somme in esso giacenti saranno immediatamente girate al Fisco per saldare il presunto debito. Ciò perché, mentre Equitalia, doveva prima richiedere le informazioni all'Agenzia, attendere il riscontro, poi attivare la procedura, la nuova Agenzia delle Entrate Riscossione potrà ottenere immediatamente il trasferimento delle somme pignorate che, appunto, le vengono subito girate dal terzo pignorato (banca, posta ecc...) a saldo dei debiti fiscali, visto che è la stessa Agenzia delle Entrate che direttamente verifica le informazioni ed attiva il procedimento.

Mai detto fu, quindi, più appropriato: fatta la legge trovato l'inganno!
Se a tutto ciò poi si aggiunge che i dipendenti in forza in Equitalia Servizi di Riscossione S.p.a. al momento del passaggio di consegne (01.07.2017) verranno assorbiti di diritto alle dipendenze del nuovo ente, viene, davvero, da dire: oltre al danno la beffa!

Tirando le somme di questa breve ricostruzione della manovra fiscale: i dipendenti privati diverranno, senza partecipare/superare relativo concorso, automaticamente dipendenti pubblici, ed i poteri ispettivi ai danni dei cittadini aumenteranno notevolmente divenendo più stringenti.

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